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Backup sistema Linux con rsync

Per fare un backup completo dell’intero sistema Linux tramite l’utility rsync eseguire da terminale il comando:

$ sudo rsync -aAXv  --delete --exclude={"/dev/*","/proc/*","/sys/*","/tmp/*","/run/*","/mnt/*","/media/*","/lost+found"} / /mnt/<backup_disk_mount_point>

Il comando esegue una copia completa della radice /, escludendo le directory /dev, /proc, /sys, /tmp, /run, /mnt, /media, /lost+found, sulla directory /mnt/<backup_disk_mount_point>.

Sostituire backup_disk_mount_point con il nome della directory dove è stato montato il disco esterno come destinazione del backup.

Nel dettaglio:

  • rsync – un’utility per la copia dei file sia in locale che in rete, standard sulla maggior parte delle distribuzioni Linux.
  • -aAXv – i files vengono trasferiti in modalità “archivio” mantenendo permessi, attributi, proprietà e link simbolici.
  • –delete – elimina  nelle destinazione i file non presenti nella sorgente.
  • –exclude – elenco delle directory da escludere dal processo di copia.
  • / – directory sorgente.
  • /mnt/<backup_disk_mount_point> – directory di destinazione.

La cosa più importante da tenere presente è quella di escludere la path della destinazione, altrimenti rsync entrerà in una sorta di loop infinito.

Ripristino

Per effettuare il ripristino è sufficiente rilanciare il comando invertendo sorgente e destinazione.

Convertire i filmati H.265/HEVC

La codifica H.265/HEVC porta con sé numerosi vantaggi, come il supporto a risoluzioni 8K, ma non viene ancora supportato a dovere dai Mac

Il successore della codifica H.264/MPEG-4 AVC (Advanced Video Coding), H.265/HEVC per l’appunto, offre la possibilità di comprimere i dati in modo efficace, senza perdere di qualità, o la possibilità di supportare risoluzioni 4K e 8K UHD fino a 8192 x 4320. Tuttavia, non viene ancora supportato a dovere e richiede inoltre molte risorse per la loro risoluzione. VLC, che spesso ci viene in aiuto, ancora non li riproduce in maniera fluida e senza artefatti.

Ecco allora la necessità di convertirli in un formato  più compatibile. Possiamo utilizzare FFmpeg a riga di comando:

$ ffmpeg -i inputfilename_h265.mp4 -c:a copy -c:v libx264 -preset slow -crf 18 outputfilename.mp4

sostituendo inputfilename_h265.mp4 con il nome del file H.265 nativo che si desidera convertire, e outputfilename.mp4 con il nome del file di destinazione che vogliamo creare in H.264.

Per chi non ce lo avesse già installato sul proprio Mac, è possibile farlo tramite MacPorts:

$ sudo port install ffmpeg +nofree

Il pacchetto si porta con sé molte dipendenze e a seconda dei casi l’installazione richiederà alcuni minuti.

Come cercare la posizione geografica di un indirizzo IP dalla riga di comando

Se si desidera cercare la posizione geografica di un indirizzo IP esistono diversi servizi online, come ad esempio Geo IP Tool. Tra questi è possibile provare il servizio ipinfo.io. A differenza di altri, ipinfo.io fornisce API di geolocalizzazione basate su JSON, quindi puoi facilmente cercare la geolocalizzazione dalla riga di comando, usando strumenti come curl.

Per esempio:

$ curl ipinfo.io/216.58.205.163

{
"ip": "216.58.205.163",
"hostname": "mil04s28-in-f3.1e100.net",
"city": "Mountain View",
"region": "California",
"country": "US",
"loc": "37.4192,-122.0570",
"postal": "94043",
"org": "AS15169 Google LLC"
}

Homebrew vs MacPorts

Homebrew e MacPorts sono due diversi package manager che permettono di installare programmi e altri tool a riga di comando per estendere le funzionalità del sistema operativo.

Al momento Homebrew sembra essere il più popolare, grazie anche a un numero sostanzioso di pacchetti disponibili e costantemente aggiornati. La posizione predefinita in cui li installa è basata sull’utente, quindi i programmi possono essere eseguiti senza utilizzare una password “sudo” e questo è sicuramente la critica più grande dei puristi Unix. Homebrew utilizza anche più dipendenze fornite di serie con macOS, il che significa in sostanza che è più integrato con il sistema operativo, o almeno così dicono i suoi sostenitori. Il rovescio della medaglia è che molte di queste dipendenze potrebbero diventare presto obsolete: Apple infatti sembra prediligere software BSD non sempre aggiornato ma più testato. Inoltre potrebbe decidere di non includere qualcosa di queste dipendenze nella prossima versione o in un aggiornamento. In questo caso il software brew potrebbe smettere di funzionare e si dovrà procedere con una reinstallazione da zero.

I fan di Macports diranno che è stato quello per lungo tempo ha beneficiato del supporto di Apple e probabilmente lo è ancora. I pacchetti disponibili sono più numerosi, tuttavia non sono aggiornati quanto lo sono quelli di Homebrew. A quanto pare, a detta di alcuni, i ports impiegano poco più di un paio di giorni per aggiornare il pacchetto all’ultima versione.
Quando si installa un pacchetto, MacPorts lo mette in una posizione centrale ed è necessario utilizzare una password “sudo”. Per questi motivi MacPorts incontra il favore di molti utenti Unix. Un altro punto a suo favore è che non dipende da nessuna delle librerie fornite con macOS stesso perché scarica e installa le proprie. Il lato positivo è che i pacchetti Macports non sono così influenzati dagli aggiornamenti software di Apple e non si affidano a nessuna libreria di sistema obsoleta e preinstallata. Il rovescio della medaglia è che ti ritrovi due versioni diverse di certe librerie e dipendenze, occupando così più spazio sul disco.

La domanda su quale dei due sistemi sia il migliore non ha una ancora ricevuto una risposta valida per tutti. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi: Homebrew è il più popolare in questo momento e il suo numero di pacchetti è in costante aumento, ma MacPorts sembra essere il più sicuro quando si tratta di installazioni e aggiornamenti. Molti sviluppatori scelgono di averli installati entrambi, così che se non riesci a trovare quello che ti serve su uno, usi l’altro.