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Per tutti quelli che, come me, piace usare Vim come editor di testo predefinito, ma che avevano difficoltà ad usarlo in Ubuntu per la sua particolare configurazione di default nell'environment della Distribuzione (viene installato il vim-tiny che è una versione ridotta e un po' diversa) vorrei segnalare questa guida-howto della Community che spiega i passi da seguire (pochi a dire il vero) per avere un Vim serio e utilizzabile!
Ricordate il mio articolo riguardante il Vortex86SX? Come già accennai, la vera grossa limitazione di questo miniPC era l'assenza del coprocessore matematico che, oltre a complicare la vita con le attuali distribuzioni Linux, ne limita anche il suo impiego.Nonostante questo, Emanuele Verza, dopo aver letto il mio post, è riuscito ad installare la nuova Debian 5.0 con l'ultimo kernel e l'ambiente grafico X sulla sua ebox 2300SX. Mi ha scritto una mail con i passaggi da fare, che pubblico qui di seguito: Accedere ai file sul nostro server da remoto è più semplice se su di esso installiamo un servizio FTP. Questo protocollo è nato appositamente per lo scambio dei file da remoto e, sebbene esponga la nostra linux-box a qualche rischio di sicurezza in più, rende il suo utilizzo da remoto ancora più flessibile. Un'installazione standard (ovvero senza particolari configurazioni) richiede pochissimo tempo. Innanzitutto installiamo il servizio vsftpd: $ sudo apt-get install vsftpd Quindi editiamo il file di configurazione /etc/vsftpd.conf e impostiamo i parametri che seguono: Ricordate il mio precedente articolo su come configurare un server di posta locale usando PostFix? Nell'esempio usavo come relayhost il server SMTP di Alice, dal momento che sono un cliente di Telecom Italia. Il server out.alice.it non richiede l'autenticazione dell'utente, dal momento che accetta colo connessioni in ingresso provenienti dal suo dominio (quindi, in altre parole, solo da chi è connesso tramite Alice). Ma cosa succede se fossi obbligato ad autenticarmi? Semplice: oltre ai passaggi descritti nel prcededente articolo, dobbiamo aggiungere nel file /etc/postfix/main.cf le seguenti righe: Durante i test con il mio nuovo server di posta locale, mi sono imbattuto in un problema inaspettato: non riuscivo ad inviare messaggi (in formato HTML o in testo semplice con allegati) al mio amico. Ogni volta che ci provavo, dopo pochi minuti il suo server di posta mi rispondeva così: <smtp-out28.alice.it #5.6.1 smtp;554 5.6.1 Body type not supported by Remote Host> Ho provato dunque a bypassare il mio server di posta connettendomi direttamente a quello del mio ISP (in questo caso Alice) e il messaggio arrivava a destinazione. Era evidente che fosse un problema nella configurazione del mio server locale. Qualche giorno fa, parlando con un amico, ci siamo resi conto di avere un problema in comune: abbiamo diversi account di posta, alcuni configurati sul PC di casa, altri nel portatile, altri ancora nel PC che usiamo per lavoro. Sarebbe davvero comodo centralizzare tutti questi account in un unico server, gestire non solo i messaggi in entrata ma anche quelli in uscita, consultare la casella da qualunque computer e anche via web. Ci siamo chiesti se questa cosa fosse implementabile nella nostra Linux Box. Perciò ho iniziato a cercare informazioni in merito, e quello che sto per proporvi, sono i passi necessari per realizzare questo progetto. Come ho già accennato nel precedente articolo, ci sono a volte delle situazioni in cui non è proprio possibile fare a meno di quel particolare programma che gira solo sotto Windows. La scorsa volta abbiamo parlato di Wine e di quale sia il concetto che sta alla base del progetto: ovvero creare uno strato di interfacciamento software tra il sistema operativo Linux e l'applicazione Win32, emulando, in maniera più o meno accurata, il sottosistema API di MS Windows.Adesso è la volta di un'altro software: VMware. Solitamente i programmi progettati per un sistema operativo non sono in grado di funzionare in altri, a meno che non si utilizzi un software che illuda il programma stesso, creando una sorta di Virtual Machine. Wine è un emulatore che si occupa proprio di questo: crea l'ambiente sul quale un programma win32 può girare tranquillamente, proprio come se fosse all'interno di un sistema Windows reale. Quante volte ci è capitato di dover rimettere Windows perchè abbiamo un software molto particolare che non ha un'alternativa in Linux? In questi casi una soluzione come Wine è davvero utile, se non addirittura indispensabile. C'è da dire che la compatibilità non è garantita al 100%. Del resto, il codice interno delle API Windows non sono di pubblico dominio e quindi gli sviluppatori di Wine sono costretti a procedere per tentativi. Tuttavia, sfogliando le pagine del sito, sono davvero tanti i programmi che riescono a funzionare dentro l'emulatore, e questo comprova l'ottimo lavoro svolto da questi instancabili programmatori! In questi giorni mi è capitato tra le mani un Vortex86SX. Questa scatolina, dalle dimensioni ridottissime, contiene al suo interno un processore della famiglia x86 che gira a 300 Mhz, ha 128 MB di Ram, Lan, Slot CF, 1 porta PS/2, 3 porte USB e 1 seriale. Benchè le prestazioni computazionali non sono certo paragonabili a quelle di un banale PC desktop, questo nano PC si presta bene per vari usi dato il suo ingombro ridotto e la sua silenziosità (non sono necessarie ventole interne di raffreddamento). Il mio obiettivo era quello di installarci un sistema operativo funzionante. Il sito di supporto, per la verità molto scarno, permette di scaricare alcune immagini demo a solo scopo dimostrativo da copiare su una scheda CF, in ambienti DOS, Linux e Windows CE. Una comune distribuzione linux moderna, senza gli opportuni settaggi, ha difficoltà a girare per le limitazioni hardware, in particola l’assenza del coprocessore matematico. Infatti il core della CPU non è altro che un 486SX. Ho una stampante installata e funzionante sul mio server linux attraverso il sistema di stampa CUPS. Come faccio a stamparci da un client Windows senza passare da una condivisione Samba? E' più semplice di quel che sembra. Basta creare una nuova stampante di rete attraverso l'apposito wizard Installazione guidata stampante e selezionare l'opzione Connetti a una stampante in internet o della rete domestica o aziendale, quindi inserite , nell'apposito box, l'url della nostra stampante, che sarà I documenti convertiti nel formato PDF possono essere scambiati e condivisi facilmente grazie alla diffusione di programmi in grado di leggere e visualizzare tale formato. Il processo di conversione è altrettanto semplice se nel proprio sistema è installata una stampante virtuale che al momento della stampa converta il documento e lo salvi su file. Se nella nostra linuxbox abbiamo CUPS come gestore di stampa (lo è già nella maggiore parte delle distribuzioni, compresa Ubuntu icon_surprised.gif ¨ ), basta seguire la procedura riportata qui di seguito. |
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