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In questo periodo sto leggendo un libro davvero interessante: Computer Forensics di Ghirardini - Faggioli, Apogeo Editore. Il testo tratta delle tecniche di analisi forense in ambito informatico. Grazie a questo libro ho appreso una nuova tecnica per effettuare il clone di un disco. Avevo già trattato questo argomento in precedenza nelle mie FAQ. Tuttavia questo sistema è molto più accurato ed elegante e merita certamente di essere menzionato tra i miei appunti di informatica, in quanto tale metodologia può rivelarsi davvero utile.

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Il sistema dei permessi sotto Unix è una di quelle cose per le quali mi ci è voluto un po' di tempo prima di capirla. Alla fine, per aiutarmi, trovo molto comodo usare questo piccolo schema:

Livello Read Write Execute  Sum User 4 2 1 7 Group 4 2 1 7 All 4 2 1 7

Quindi, per determinare la tripletta dei permessi, basta determinare, per ogni riga (utente, gruppo e tutti) la somma dei valori.

Prendiamo ad esempio il caso di lettura e scritturaper l'utente proprietario del file, e solo lettura per tutti gli altri livelli di accesso. Il nostro schema viene così:

 LivelloRead  WriteExecute  Sum User 4 2  6 Group 4   4 All 4   4

Una volta determinata la tripletta è sufficiente scrivere nella console il seguente comando:

# chmod 644 nome_file

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La via più semplice è quella di usare l'utility a riga di comando tar.

Per fare il backup del disco dal quale abbiamo fatto il boot strap:

# cd /# tar cvpzf backup.tar.gz --exclude=/proc --exclude=/lost+found --exclude=/mnt --exclude=/sys --exclude=backup.tar.gz  /

Prendiamo quindi il nuovo disco, partizioniamolo nella stessa maniera del disco sorgente e formattiamolo. Quindi procediamo con il restore:

# tar xvpzf /backup.tar.gz -C /media/disk/

avendo l'accortezza di indicare il punto di mount corretto del nuovo disco.

Prima di usare il nuovo disco, assicurarsi di aver installato GRUB o altro boot loader compatibile. 

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Riporto la documentazione ufficiale di Debian che ho usato come guida per installare Linux nel nano PC Vortex86SX.

Compilazione di un nuovo kernel

Perché qualcuno dovrebbe compilarsi un nuovo kernel? Spesso non è necessario dato che il kernel inserito in Debian gestisce la maggior parte delle configurazioni. Inoltre Debian offre parecchi kernel alternativi, quindi si dovrebbe come prima cosa controllare se fra i pacchetti con kernel alternativi ce n'è uno che si adatta meglio al proprio hardware. Comunque può essere utile compilare un nuovo kernel per poter:

gestire hardware particolare o gestire conflitti hardware con kernel preconfezionati

usare opzioni del kernel che non sono supportate dai kernel preconfezionati (per esempio il supporto per la memoria alta)

ottimizzare il kernel rimuovendo i driver inutili in modo da velocizzare l'avvio del sistema

creare un kernel monolitico al posto di uno modulare

usare un kernel aggiornato o di sviluppo

imparare cose nuove sui kernel linux

Gestione dell'immagine del kernel

Non ci si deve impaurire nel provare a compilare il kernel. È divertente e utile.

Per compilare il kernel con il metodo seguito da Debian sono necessari alcuni pacchetti: fakeroot, kernel-package, linux-source-2.6 e pochi altri che probabilmente sono già installati (si consulti /usr/share/doc/kernel-package/README.gz per l'elenco completo).

Questo metodo crea un .deb dai sorgenti del kernel e, se si hanno dei moduli non-standard, crea anche un .deb di questi moduli sincronizzato con il precedente. Questo è il miglior modo di gestire le immagini del kernel; in /boot vengono inseriti il kernel, il file System.map e un log con le configurazioni attive durante la compilazione.

Notare che non è obbligatorio compilare il kernel “alla Debian”; ma l'uso del sistema di pacchetti per gestire il kernel è realmente più sicuro e più semplice. In pratica si possono anche reperire i sorgenti del kernel direttamente da Linus anziché da linux-source-2.6 e comunque usare il metodo di compilazione con kernel-package.

Notare che è possibile trovare la documentazione completa sull'uso di kernel-package in /usr/share/doc/kernel-package. Questa sezione contiene solo un breve manuale introduttivo.

D'ora in avanti si suppone che si abbia il controllo completo della macchina e che i sorgenti del kernel siano da qualche parte all'interno della propria home directory. Si suppone anche che la versione del kernel sia 2.6.18. Assicurarsi di trovarsi nella directory in cui si vuole scompattare i sorgenti del kernel, estrarli usando tar xjf /usr/src/linux-source-2.6.18.tar.bz2 e cambiare la directory corrente in linux-source-2.6.18 che è stata appena creata.

Adesso si può configurare il kernel. Eseguire make xconfig se X11 è installato, configurato e in esecuzione; altrimenti eseguire make menuconfig (è necessario che sia installato il pacchetto libncurses5-dev). Prendersi tutto il tempo necessario per leggere l'aiuto in linea e scegliere con attenzione; in caso di dubbi di solito è consigliabile includere i driver dei dispositivi (il software che gestisce le periferiche hardware come le schede Ethernet, i controller SCSI e così via) se non si è sicuri. Attenzione: se non si capisce il significato delle altre opzioni non legate a un hardware specifico si dovrebbero lasciare al valore predefinito. Non ci si deve dimenticare di selezionare “Kernel module loader” in “Loadable module support” (normalmente non è selezionato), altrimenti il proprio sistema Debian rischia di avere dei seri problemi.

Ripulire i sorgenti e ripristinare i parametri di kernel-package usando make-kpkg clean.

Adesso compilare il kernel con: fakeroot make-kpkg --initrd --revision=custom.1.0 kernel_image. Il numero di versione “1.0” può essere cambiato secondo le necessità; questo è semplicemente il numero di versione che si può usare per tener traccia delle compilazioni del kernel. Allo stesso modo si può inserire qualsiasi parola al posto di “custom” (p.e. il nome dell'host). La compilazione del kernel richiede un po' di tempo, in base alla potenza della macchina.

Finita la compilazione è possibile installare il proprio kernel personalizzato come qualsiasi altro pacchetto. Da root eseguire dpkg -i ../linux-image-2.6.18-subarchitecture_custom.1.0_i386.deb. La parte sottoarchitettura per esempio “686”, in base alle opzioni del kernel sono state attivate. dpkg -i installa il kernel più alcuni file di supporto. Per esempio sono installati i file System.map (utile per il debug del kernel) e /boot/config-2.6.18 che contiene la configurazione. Il nuovo pacchetto con il kernel è anche in grado di aggiornare automaticamente il bootloader in modo da poter usare il nuovo kernel. Se si è creato anche un pacchetto con i moduli allora è necessario installare anche questo pacchetto. è opzionale e indica la sottoarchitettura,

Adesso si deve riavviare il sistema: leggere attentamente tutti gli avvertimenti che potrebbero apparire durante il passo precedente e poi eseguire shutdown -r now.

 

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Ho scritto un articolo in merito a questo argomenti. Clicca qui per leggerlo.
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Per motivi di sicurezza il server MySQL (versione 5.0) non permette l'accesso via TCP da remoto e il demone rimane in ascolto solo in localhost (127.0.0.1).

Per abilitare l'accesso anche dall'esterno occorre indicare a MySQL su quale indirizzo restare in ascolto oltre a quello predefinito. Per fare ciò editare il file di configurazione, che in Ubuntu si trova in  /etc/mysql:

$ sudo gedit /etc/mysql/my.cnf

Quindi aggiungere la seguente riga:

bind-address 192.168.0.1

Sostituite i numeri dell'esempio con l'indirizzo corretto che il vostro server ha nella vostra rete locale.

A questo punto non resta che riavviare il servizio:

$ sudo /etc/init.d/mysql restart

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Apri una console e loggati come utente root:

$ su

Adesso spostati nella radice del disco principale:

# cd /

Crea un file che si chiama forcefsck:

# touch /forcefsck

Infine riavvia il sistema:

# reboot

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Aprire i link ed2k in aMule da Firefox
Una comodità che avevo in Windows e che voglio avere anche sul mio desktop linux è quella di poter aprire un collegamento ed2k e far partire immediatamente il download del relativo file nel Mulo.Per fare questo dobbiamo istruire la nostra Volpe ad eseguire una piccola utility a riga di comando che si occuperà di fare questo per noi.Come prima cosa assicuriamoci, tramite Synaptic, di avere tra i pacchetti installati sul nostro sistema anche amule-utils e amule-utils-gui.
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Oggi mi sono imbattuto per la prima volta in questo strano messaggio di errore:

Errore caricamento paginaQuesta pagina non ridireziona in modo correttoFirefox ha rilevato che il server sta ridirezionando la richiesta per questo indirizzo in modo che non possa mai essere completata.Questo problema spesso è causato dal blocco o dal rifiuto dei cookie.

Facendo una breve indagine sul web, alla ricerca di qualcun'altro che si era già imbattuto nel mio stesso problema, ho scoperto che tale errore viene segnalato dal browser (in questo caso Firefox) quando uno script esegue un redirect a se stesso, mandando la pagina in un loop infinito, finchè non se ne accorge e interrompe l'operazione con questo messaggio.

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