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New York, NY Part III Mattina dedicata alla cultura, più precisamente al Guggenheim Museum. Purtroppo non permettono di fare foto all’interno, l’unico scatto che mi riesce di fare (e neanche troppo bene) è quello dall’atrio che guarda verso l’alto. A dire il vero, eccetto qualche opera di Picasso, Renoire e Kandinsky, non c’era niente di interessante da fotografare! Il pomeriggio prosegue girellando per i negozi della 5th Avenue, anche perchè il tempo incerto non permette di fare altro. Speriamo domani sia meglio, è l’ultimo giorno e vorremmo andare a Liberty Island. New York, NY Part II Oggi ci dirigiamo nella Downtown, più precisamente a Battery Park, dove partono i traghetti per la Liberty Island. Purtroppo, poco prima di fare i biglietti, ci dicono che per la troppa affluenza non permetteranno l’accesso all’interno della Statua della Libertà. A quel punto ci dirigiamo verso Ground Zero, che rimane lì vicino. Il pomeriggio lo passiamo passeggiando a piedi per ChinaTown e poi per Little Italy: finalmente si respira un po’ d’aria di casa! New York, NY Part I Appena svegli (un po’ tardi a dire il vero, forse per colpa del fuso orario) ci mettiamo in marcia alla scoperta di questa grande città. A dire il vero la prima impressione non è proprio delle migliori: le strade sporche e la confusione regnano sovrani, un po’ il contrario di San Francisco. Comunque è anche vero che è domenica e che alcune strade sono chiuse al traffico per la parata della Polish Day, la festa degli immigrati polacchi. Senza volerlo, dopo essere usciti dall’Empire State Building, ci ritroviamo nel mezzo, e anche se la confusione è tanta, è impossibile restare indifferenti alla musica e alle persone in festa! Più tardi facciamo un giro al Central Park: molto grande e anche un po’ più tranquillo, anche grazie ai tanti poliziotti in tenuta anti-sommossa! Da Las Vegas, NV a New York, NY Giornata frenetica e corta: restituzione dell’auto, check-in e imbarco sul volo 50 della U.S. Airways con qualche apprensione per le valigie che in questi giorni si sono riempiete di tante cose, il cambio di fuso orario in avanti di ben 4 ore. Atterriamo al J.F.K. International Airport che è già sera. Il tempo di arrivare in albergo, fare una doccia, cenare e poi a nanna perché domani ci aspetta una giornata piena: siamo a New York City! Las Vegas, NV Ci dirigiamo nuovamente verso Las Vegas. Domani dovremo consegnare l’auto e prendere l’aereo per New York. Il percorso che ci consiglia la guida è la mitica Route 66 e non ci lasciamo sfuggire l’occasione per fare qualche foto ricordo! Durante il viaggio di ritorno ci coglie una tempesta di sabbia: niente di particolare, è un po’ come guidare con la nebbia, ovvero con visibilità scarsa. L’unica differenza è che non si posso aprire i finestrini! Alla sera, ci rifacciamo un giro nella Strip e ci godiamo lo spettacolo del TI. Grand Canyon, AZ Riprendiamo la strada e riscendiamo in Arizona per giungere al Grand Canyon, l’ultima tappa del nostro viaggio prima di rimettere piede nella civiltà moderna. A essere onesti non ci sono parole per descrivere questo luogo. Abbiamo già visto così tante cose in questi giorni eppure arrivare fino a qui ti lascia ancora a bocca aperta per lo stupore. L’unica cosa che si può fare è osservare e contemplare, meglio se dall’alto, a bordo di un elicottero! Monument Valley, UT Eccoci giunti ad un’altra icona america: la Monument Valley, una piana desertica con delle formazioni rocciose rese famose dai film western con John Wayne. Questa zona è anche terra degli indiani Navajo. La maggior parte delle persone che abitano in questa terra sono infatti loro discendenti. Non è necessario fare commenti su questi luoghi, le foto parlano da sé! Lake Powell, AZ Il nostro viaggio ci porta oggi alla scoperta di Lake Powell, in Arizona. Qui non ci sono parchi nazionali ma tanti piccoli gioielli naturali di cui godere sotto il profilo naturalistico. Sicuramente il più visitato è il lago il cui blu scuro contrasta con le formazioni rocciose rossastre. Per osservare meglio il paesaggio abbiamo usufruito di uno dei tanti tour organizzati in barca che ci ha permesso di ammirare meglio il paesaggio. Un altro gioiello naturale è Antelope Canyon. Con un altro tour, questa volta in Jeep, siamo entrati in pieno deserto per visitare questa insenatura nella roccia, formatasi nel corso di milioni di anni dall’erosione dell’acqua e del vento. Non ci sono parole per descrivere questo miracolo della natura. Vi inviatiamo a guardare le foto! Zion Park e Bryce Canyon, UT Di nuovo in sella… ehm, in macchina e riprendiamo la Interstate. Il tragitto che percorriamo oggi ci fa uscire dal Nevada per toccare l’Arizona per poi finire nello stato dello Utah. Il paesaggio si riempie nuovamente di montagne, questa volta di un rosso intenso che fa da contrasto con il cielo azzurro e la vegetazione rigogliosa e verde. Un insieme di colori spettacolari che ti lasciano a bocca aperta. Questo è lo Zion Park. Quando poi arriviamo a Bryce, il tempo si mette al brutto, perciò non resta altro che chiudersi in camera e attendere di nuovo il bel tempo. Questo è l’ottavo giorno di viaggio. Abbiamo superato quota 1.000 Miglia! Las Vegas, NV Ritorniamo nel caos della città, questa volta di Las Vegas, colorata, sempre in movimento, anche di notte non si ferma mai. Anzi, è proprio quando cala il sole che Las Vegas mostra quello che realmente è: il teatro di un immenso spettacolo fatto di luci e di persone, tantissime persone che giocano, spendono soldi, perdono soldi, o più semplicemente osservano e si divertono. La vera attrazione di Las Vegas sono i suoi alberghi, specialmente quelli che si affacciano sulla Strip, cioè la strada principale: immense scenografie che si ispirano a Venezia, a New York, oppure all’Antico Egitto o addirittura al Medioevo, e chissà cos’altro visto che gli edifici sono sempre in continua evoluzione. Ogni albergo è accessibile da chiunque, non solo da chi ha una camera. E’ possibile mangiare, fare shopping nei centri commerciali oppure assistere agli spettacoli serali. E si si vuole tentare la fortuna non mancano di certo i casinò! Death Valley, CA Il nostro viaggio prosegue verso la Death Valley e in poco tempo il paesaggio cambia drasticamente, si abbassa di quota e aumenta la temperatura. Nelle ore più calde la temperatura sale vertiginosamente. Mentre percorriamo la Highway troviamo dei cartelli che invitano gli automobilisti a spegnere l’aria condizionata per evitare surriscaldamenti al motore e a controllare periodicamente il livello dell’acqua. In caso di problemi si trovano lungo la strada delle cisterne per attingere acqua da reintegrare nel radiatore. Per fortuna in questo periodo dell’anno la valle non è mai eccessivamente calda così riusciamo a percorrerla tutta senza problemi. Verso sera raggiungiamo finalmente il Ranch nel quale passeremo la notte. Per le strade di San Francisco, CA fino a Monterey, CA Questa è una giornata speciale perchè proseguiamo il nostro viaggio in auto. E che auto: una Mazda super-accessoriata nuova di pacca (neanche 20.000 Km) con computer di bordo, sistemi totalmente elettronici e il cambio automatico! Superato il trauma dovuto per quest’ultimo optional (ne avevo chiesto una col cambio manuale, ma non era disponibile) ci infiliamo nel traffico caotico e, con un po’ di fatica, riusciamo a imboccare la Interstate. Sulla strada ci fermiamo per pranzare in uno dei quei locali della provincia americana che sembrano essere scappati dai vecchi telefilm anni 60. Nel pomeriggio raggiungiamo Monterey, una cittadina da cartolina che si affaccia sull’oceano. San Francisco, CA Part II Prosegue la visita di questa fantastica città, questa volta però dall’autobus di un tour organizzato. Il giro ci porta anche in periferia, straordinaria quanto la City. In particolare la Mission Dolores, l’antica missione fondata dai frati francescani nel ‘700, Chinatown, il quartiere cinese così vasto e esteso da essersi guadagnato l’appellativo di town-in-town, Little Italy e la collina di Twin Peaks che offre ai turisti una magnifica veduta panoramica di San Francisco. San Francisco, CA Part I Ci alziamo di buon ora e, con la scusa di una prima perlustrazione della città, andiamo all’ufficio della Hertz per confermare la prenotazione dell’auto. Dopo di che proseguiamo con la nostra passeggiata e raggiungiamo il porto di San Francisco. Rimaniamo sorpresi dalla maestosità del Bay Bridge e dal formicolio di persone che animano il Fisherman’s Wharf. Uno dei moli del porto fa da punto di ristoro per centinaia di foche, tutte sdraiate per scaldarsi sotto il sole. Saliamo a bordo di una nave che ci porta fin sotto il Golden Gate passando intorno all’isola di Alcatraz, offrendoci una fantastica veduta della città dall’oceano. Verso sera torniamo in albergo a bordo di un cable-car, il famoso tram trainato da una fune lungo la rotaia. Le carrozze sono lente e rumorose ma non puoi lasciare San Francisco senza averci fatto almeno un giro sopra! Partenza Inizia così il nostro viaggio di nozze negli Stati Uniti: di corsa all’aeroporto di Firenze per prendere il volo che ci porterà a Monaco per prendere la coincidenza per San Francisco. Dopo 11 ore di volo tocchiamo terra, un po’ esausti ma entusiasti di quello che ci aspetta. Seguiamo le procedure di controllo (obbligatori per chiunque entri negli U.S.A.) e facciamo conoscenza con un poliziotto italo-americano che ci da’ alcune dritte su come raggiungere il centro della città. Prendiamo quindi la B.A.R.T. - la metropolitana di San Francisco - e raggiungiamo il Centro. Usciti dalla stazione della metropolitana non facciamo in tempo a tirare fuori la cartina per capire in che direzione si trovava l’hotel quando si avvicina a noi un uomo di colore che si offre di aiutarci e ci dice di seguirlo. Proviamo con una scusa a declinare l’invito ma lui insiste. A quel punto, con le borse ben serrate in mano e cercando di stare il più possibile in mezzo alla gente, raggiungiamo finalmente l’albergo. Salutiamo il nostro accompagnatore, che dice di chiamarsi Rock, e lo congediamo con una lauta mancia, 20 dollari! Finiamo la giornata con una bella dormita! Yosemite Park, CA Attraversare in auto un parco come Yosemite è affascinante non tanto per il parco in sè (le Dolomiti offrono un paesaggio non da meno) quanto per la sua maestosità: grandi blocchi di roccia alti più di 4.000 metri che fanno da cornice ad un paesaggio variegato dai colori caldi. Questo parco è meta di molti sportivi e habitat per molte specie animali. |
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