Unire due o più avi o altri formati video da terminale

Per unire due o più video in unico in un unico file è sufficiente eseguire i seguenti comandi da Terminale:

$ cat video1.avi video2.avi > out.avi
$ mencoder -forceidx -oac copy -ovc copy out.avi -o out_final.avi
$ rm out.avi

Il comando cat legge il contenuto di ciascun file, byte per byte, e lo riscrive nel file di output accordandoli nell’ordine specificato. Si potrebbe pensare erroneamente che sarebbe sufficiente questo ma se si prova ad aprire il file out.avi il lettore video utilizzato indicherà come durata totale quella del primo video. Questo perché legge l’header del primo file. In effetti cat non rielabora il flusso dati in ingresso trattando ogni tipo di file allo stesso modo, a prescindere dalla sua natura.

Pertanto è necessario riscrivere l’header del file in uscita. Ecco quindi il motivo del secondo comando: mencoder rilegge tutto lo stream, sia audio che video, e scrive un nuovo header nel file di output finale. Le opzioni -oac copy e -ovc copy indicano al programma di copiare i flussi audio e video senza rielaborarne il formato, così da rendere il processo estremamente veloce.

Un’ultima nota: mentre cat fa parte del set di comandi standard unix ed è quindi già presente in OS X, mencoder richiedere l’installazione a parte. Io uso MacPorts ed è stato sufficiente installare il pacchetto mplayer:

$ sudo port selfupdate
$ sudo port upgrade outdated 
$ sudo port install mplayer

Tutto qui.

Modifica della lingua utilizzata nella schermata di login del Mac

Mi capitava da diverso tempo che dopo un aggiornamento di sistema la schermata di login del mio Mac appariva con le scritte in inglese e la cosa mi dava abbastanza fastidio. Ogni volta ero costretto ad entrare nelle impostazioni del mio utente, cambiare la lingua e riavviare per poi reimpostarla un’altra volta in italiano. Questa operazione laboriosa mi permetteva di reimpostare la lingua italiana anche nella schermata di login.

Successivamente mi sono reso conto che la cosa non funziona più se sul sistema sono presenti più di un utente. In questo caso l’operazione sopra descritta si limitava a cambiare la lingua dell’utente, non più anche quella di sistema.

Poi ho trovato questa semplice soluzione direttamente sul sito di supporto Apple. E’ sufficiente aprire il terminale e scrivere:

sudo languagesetup

Selezionare quindi la lingua desiderata e infine riavviare (oppure eseguire il logout). L’utente deve avere i privilegi di amministratore.

Ricerca desktop

Una funzione che secondo me dovrebbe essere inclusa nei moderni desktop environment di Linux è la ricerca desktop, ovvero la ricerca di file per contenuto – e non mi riferisco solo a semplici file di testo ma anche documenti di office – e per parole chiave. Un po’ come su Windows oppure, meglio ancora, come in Spotlight su OS X.

In realtà esiste un tool che si avvicina molto e che ben si adatta per gli ambienti Gnome e Cinnamon: si chiama Tracker.

Tracker offre una semplice interfaccia grafica che permette di interrogare il database di indicizzazione, che viene gestito autonomamente dal suo motore interno lavorando in background.

Per averlo è sufficiente digitare nella shell:

$ sudo apt-get install tracker tracker-gui tracker-miner-fs

Quindi eseguire un logout e poi accedere di nuovo. Tracker eseguirà in background una prima indicizzazione della propria home directory. E’ possibile ovviamente personalizzare la configurazione del programma per meglio adattarlo alle proprie esigenze.